Con lui, solo il suo servitore Simone, un giovane nero dall'aria terrorizzata. Nessuno osa perdersi un momento così memorabile, chi per ammirazione nei confronti di tanto ardire, chi per gustarsi dal vivo quello che a detta di molti - dei giornali prima di tutto - è un suicidio annunciato.
Ma non c'è più tempo, è tutto pronto per la partenza!
L'idrogeno inizia a gonfiare la seta di quello che non è un pallone tradizionale ma due fusi immensi, due gigantesche sigarette di quasi quaranta metri che sorreggono una specie di battello di metallo leggero di colore argento, pieno zeppo di oggetti, strumenti e vivande di ogni tipo. Il Washington, questo il nome della nave volante, è ormai tenuto a terra, e a stento, solo dalle grosse funi, l'ingegnere sta per dare il comando di "Via tutti!"... quando tra la folla si scorge un uomo in fuga. È inseguito da almeno venti poliziotti, ma con un salto raggiunge il battello proprio mentre questo ha ormai preso il volo verso il mare, i suoi pericoli, e le sue sterminate distanze…
Una scelta davvero azzeccata quella di Bordeaux di pubblicare, insieme ad altri classici "poco noti o dimenticati", anche Attraverso l'Atlantico in pallone di Emilio Salgàri (con l'accento rigorosamente sulla seconda "a", come sin dalla copertina si rimarca - aveva ragione prof.!).
Azzeccata perché questo romanzetto del prolifico autore veronese è davvero divertente.
L'interesse sta qui non solo nella consueta abilità con cui Salgari sa tenere l'attenzione con momenti di grande tensione; l'autore sa popolare e animare la sua avventura di polpi giganti, navi fantasma, incrociatori della Real Marina, squali ovviamente e persino una zattera di naufraghi tutt'altro che riconoscenti.
Dario Pontuale nella sua introduzione ricorda come Salgari in tutta la sua vita non abbia mai viaggiato al di là di Brindisi.
Attraverso l'Atlantico in pallone dimostra come spesso la penna possa volare più in alto e più lontano di qualsiasi nave o aereo. O pallone!
Linguaggio all'inizio un pochino incomprensibile...Ma dopo uno o due capitoli letti, il linguaggio ottocentesco di Salgari diventa una lingua comprensibile al primo colpo!
Consigliato a chi ama i racconti d'avventura.. Ma NON consigliato a coloro che smettono di leggere un libro nel bel mezzo di un capitolo perchè non capiscono parole o non hanno voglia di andare avanti.
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