Racconta la storia di due donne: Miriam, una “harami”, ovvero una figlia illegittima, che come tutte le bambine è legata al padre Jalil e sogna di poter andare a vivere con lui ad Herat, insieme alla famiglia “ufficiale” di questi. Scontratasi con la sua reale reputazione sociale, rimarrà profondamente ferita dalla falsità di quel rapporto in cui aveva riposto le sue speranze. E
Laila, la cui amicizia con Tariq, suo amico d’infanzia, che muta gradualmente in un profondo amore sarà il centro della sua storia, messa alla prova da angoscianti perdite e ardue difficoltà che seguiranno gli scontri tra le forze politiche, etniche e religiose in Afghanistan, in guerra nel 1992. Le due donne si incontreranno sposando entrambe Rashid, e la loro amicizia sarà l’unica cosa in grado di far sopportare ad entrambe le violenze di quest'ultimo e le discriminazioni del mondo esterno. La vicenda raccontata nel libro non è una storia di semplice amicizia, ma bensì una storia di vita e di lotta, di amore travagliato e sofferto, di guerra e politica…
La forza delle emozioni, dei sentimenti e dei vissuti dei protagonisti, ci portano inevitabilmente a pensare. Pensare a quante disgrazie possono colpire una persona e a quanto, nonostante questo, sia necessario guardare avanti. Pensare alle ingiustizie del mondo, prima tra tutte la difficile e disumana condizione di migliaia di donne costrette a patire ogni genere di discriminazione, soprusi e violenze. Pensare alle innumerevoli guerre, scontri che se pur ignoriamo, stroncano migliaia e migliaia di vite…
Questo libro ti da veramente la possibilità di vedere il mondo con occhi diversi.
Mi scuso per eventuali errori.
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